Mat Sicuri

Storia del monumento

INAUGURAZIONE 2004

La statua di Enzo Sicuri, detto a “Al Mat Sicuri”, è stata inaugurata al centro del Piazzale della Macina a Parma sabato 30 ottobre 2004 da un comitato cittadino in accordo con il Comune, con l’intento di ricordare un vero parmigiano “del sasso” e offrire un omaggio affettuoso all’ultimo filosofo da marciapiede della città, in una delle piazzette del centro cittadino dove egli passava i suoi giorni e le sue notti. La statua rappresenta il clochard Enzo Sicuri seduto su uno scatolone al fianco della sua bicicletta, sul cui portapacchi trasportava i cartoni e i giornali con i quali si vestiva e preparava il suo riparo dove poter dormire nei borghi di Parma. Sul monumento è inciso “Nella vita si può fare a meno di tutto tranne che dell’aria per respirare”, frase in cui lui stesso si riconosceva.

Poco tempo dopo l’inaugurazione, una Commissione comunale prese in considerazione la proposta di trasferire la statua da Piazzale della Macina al cimitero della Villetta dove tutt’ora Sicuri è sepolto, ma la reazione dei parmigiani fece sì che il trasferimento venisse bloccato e che si ritenesse più appropriato lasciarla nei borghi che Sicuri amava frequentare, dove i visitatori e i passanti potessero vedere e ricordare più facilmente questa insolita figura.

L’opera è in bronzo.

A Parma, Emilia-Romagna

Enzo Sicuri

1907 - 1988

Enzo Sicuri, chiamato da tutti Al Mat Sicuri, era un "parmigiano del sasso" (un parmigiano da generazioni). Nato a Parma il 30 ottobre 1907, era figlio di un mediatore di cereali e di una stiratrice.

Si dedicò a svariati mestieri, dal muratore al profumiere, e all'età di diciotto anni partì per il servizio militare, durante il quale iniziò a manifestare la sua insofferenza per le regole e le costrizioni.

Dopo aver conseguito la licenza della settima classe alle scuole serali, abbandonò gli studi. Tornato dal servizio militare, decise di iniziare una vita nuova, "senza l'imposizione dello Stato", dormendo sotto le stelle e vestendosi con sacchi di plastica e copie della Gazzetta di Parma.

Non sopportava le scarpe e portava in testa un cappellino realizzato con fogli di giornale. Durante il periodo fascista fu arrestato, poiché i barboni non erano tollerati, e venne ingiustamente accusato di essere un ladro.

Enzo amava studiare e avrebbe voluto diventare ingegnere navale, ma non avendo le possibilità economiche si accontentò dei libri. Leggeva moltissimo e possedeva una cultura sorprendente. Al Mat Sicuri era tutt'altro che matto e proprio per questo chi lo conosceva lo chiamava il "filosofo da marciapiede". Il suo maestro di pensiero fu Dante Spaggiari, tipografo parmigiano, che gli fece conoscere il pensiero anarchico e lo spinse a ricercare una propria libera identità.

Pur avendo un aspetto talvolta inquietante e un carattere scorbutico, dietro alle risposte brusche e alle numerose parolacce si nascondeva una persona incapace di fare del male. Molti parmigiani gli volevano bene: pasticceri, pescivendoli, fruttivendoli, ristoratori e perfino famiglie nobili e dell'alta borghesia cittadina lo invitavano volentieri alla loro tavola nelle occasioni di festa.

Tra i suoi amici più sinceri figuravano intellettuali, pittori, giornalisti e artisti, che ne ammiravano la sagacia, l'originalità, la coerenza e il profondo senso della vita racchiuso nelle sue battute.

Gli unici con cui aveva una guerra aperta erano i vigili e gli spazzini, perché gli buttavano via i cartoni che conservava accuratamente nei suoi numerosi nascondigli cittadini. Spesso approfittavano della sua assenza, quando andava da Pepèn nella sua paninoteca o dal pasticcere Pagani sperando di ricevere qualcosa da mangiare, per sgomberare tutto.

Molti commercianti gli mettevano da parte del cibo, che lui conservava gelosamente nelle numerose latte nascoste in città. In cambio di un pasto qualcuno gli chiedeva di cantare, perché aveva una bellissima voce e conosceva le romanze di molte opere liriche. La musica era una passione ereditata dal padre e l'opera lo affascinava al punto che l'unica volta in cui accettò di vestirsi elegantemente fu per assistere a uno spettacolo al Teatro Regio.

Nel 1982 fu colpito da un ictus cerebrale e dovette abbandonare la vita randagia. Ricoverato all'Ospedale Stuard di Parma, vi morì il 15 marzo 1988.

In occasione del trentennale della sua scomparsa, la città lo ha ricordato con grande affetto: sono stati organizzati percorsi nei borghi dove viveva, riproposte le numerose fotografie che lo ritraggono, confermata la scelta di mantenere la statua nella sua collocazione attuale e annunciata l'intitolazione di uno dei nuovi dormitori cittadini per persone senza dimora. Eppure Sicuri aveva sempre preferito vivere sotto le stelle, convinto che nella vita si potesse fare a meno di tutto tranne che dell'aria per respirare.

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Padre Lino

Ascolta la statua chiamando il +39 0521 183 0422,
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