Realizzato da
Ettore Ximenes
1855 - 1926
Storia del monumento
INAUGURAZIONE: 1931
Il monumento raffigurante la Vittoria Alata e dedicato alla vittoria italiana nella Grande Guerra è situato tra Viale Toschi e Viale IV Novembre, vicino al palazzo della Pilotta e al torrente Parma. Il progetto venne realizzato nel 1917 dall’architetto parmigiano Lamberto Cusani, ma il monumento fu inaugurato solo nel 1931, alla presenza del re Vittorio Emanuele III. La scultura bronzea è dello scultore palermitano Ettore Ximenes.
L’opera fu commissionata per due ragioni e in due momenti distinti: nel dicembre del 1915 il Comune stanziò 10.000 lire per costruire un monumento che doveva ricordare i soldati caduti. Nella primavera successiva invece la Scuola di Applicazione di Fanteria di Parma commissionò il monumento per celebrare la vittoria italiana, su disposizione del Ministero della Guerra. Inizialmente l’opera scultorea doveva essere posta presso il Palazzo Ducale, poi sul viale che conduce al Giardino Ducale; solo nel 1927 fu decisa la collocazione definitiva. Su Viale Toschi non erano ancora state costruiti gli edifici di servizio della stazione degli autobus e la statua alata sembrava alzarsi letteralmente in volo.
Nel 1941 la statua scampò alla fusione per scopi bellici perché Mussolini, in visita alla città, decise che venisse risparmiata. Nel 1989, quando fu costruito il parcheggio Toschi, il monumento fu smontato e restaurato, prima di tornare alla sua collocazione originale.
La scultura fu realizzata interamente da Ximenes e fusa utilizzando il bronzo delle armi nemiche nell’Arsenale Militare di Torino.
DESCRIZIONE
Il monumento è composto da un basamento dell’altezza di 8 metri, realizzato in marmo del Grappa dai militari e dai reduci della Scuola di Applicazione di Fanteria di Parma. Al disopra è posta una colonna con un capitello corinzio, ornata da una lunghissima spada bronzea e avvolta da un fregio vegetale. Alla sommità è posta la statua raffigurante la Vittoria Alata.
Sul lato rivolto a sud del basamento è inciso il Bollettino della Vittoria, mentre sulla parte posteriore si legge la dedica “alla Vittoria d’Italia” da parte degli ufficiali della Scuola di Fanteria. La colonna in cemento armato, rivestito di marmo di Verona, è alta 10 metri, mentre la scultura è di 4,50 metri e con il basamento il monumento raggiunge un’altezza di circa 24 metri.
A Parma, Emilia-Romagna
Vittoria
La Vittoria Alata è la dea greca Nike, "colei che dà la vittoria", sia in guerra sia nelle competizioni pacifiche. Compare come dea alata già in Omero, ma il primo a menzionarla fu Esiodo. Pur avendo un ruolo secondario nella mitologia e nel culto dei Greci, Nike riveste una grande importanza nelle arti figurative e nella poesia. Figlia del titano Pallante e della ninfa Stige, aveva tre fratelli. Durante la guerra contro i Titani si schierò al fianco di Zeus, contribuendo alla sua vittoria.
ICONOGRAFIA
Nell'arte antica sono molto frequenti le raffigurazioni di Nike. La dea alata è spesso associata ad Atena, alla quale somiglia. Viene rappresentata mentre si libra nell'aria, con il panneggio della veste che sottolinea il movimento del volo.
La Vittoria Alata porta con sé i simboli del trionfo destinati al vincitore: bende, rami, corone e, nelle epoche successive, il ramo di palma. Può inoltre reggere coppe per libagioni, incensieri o canestri sacrificali. Nella pittura vascolare compare con una grande varietà di attributi e talvolta come auriga del carro di Zeus. Nell'arte musiva e sulle monete, invece, è generalmente raffigurata con una fronda di palma.
LA VITTORIA NEI SECOLI
La più celebre raffigurazione greca della dea alata è la Nike di Samotracia, capolavoro di età ellenistica oggi conservato al Museo del Louvre di Parigi. Anche nell'arte romana questa figura è ricorrente: durante l'età augustea si affermò infatti a Roma il culto della Vittoria Augusta, che divenne uno dei principali simboli del potere imperiale.
L'antica immagine della Nike, o Vittoria, è stata tramandata nei secoli quasi immutata. Nel periodo dei nazionalismi, tra XIX e XX secolo, la Vittoria Alata venne fortemente associata alle imprese militari, assumendo una marcata connotazione patriottica. Divenne inoltre una presenza ricorrente nei monumenti celebrativi di numerose città del mondo, spesso collocata in posizione dominante, ad esempio sulla sommità di una colonna, come nel caso del monumento di Parma.
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