Realizzato da
Ettore Ximenes
1855 - 1926
Storia del monumento
INAUGURAZIONE: 1907
La notizia della tragica morte del capitano Bottego nel 1897 colpì fortemente l’opinione pubblica, per la grande popolarita’ dell’esploratore parmigiano, ambizioso e desideroso di affermare il proprio prestigio, sostenuto dal governo che voleva avallare la politica coloniale con il consenso popolare. Furono organizzati comitati di raccolta fondi per il monumento in Italia e all’estero. La collocazione della statua di fronte alla stazione ferroviaria consentiva di proporre al visitatore un’immagine di città orgogliosa e patriottica.
Fu realizzata nel 1907 dallo scultore e amico Ettore Ximenes. Il bronzo venne fuso nell’Officina di costruzione d’artiglieria di Torino.
La statua rappresenta l'esploratore in divisa coloniale, sulla sommità di una piccola collina di roccia da cui sgorga acqua raccolta in 2 vasche; ai lati 2 guerrieri galla posti su due colline più basse. Essi rappresentano i fiumi Omo e Giuba, di cui Bottego scoprì foce e sorgente. Ximenes orienta il monumento a est, con l’epigrafe “A Vittorio Bottego/1907” e sotto le statue allegoriche dei fiumi pone le iscrizioni “OMO DEFLUENZA/1896“ e “GIUBA SORGENTI/1893” con le relative coordinate geografiche, per celebrare le due scoperte scientifiche dell’esploratore.
Giovedi’ 26 settembre 1907 avviene l’inaugurazione con grande spiegamento di forze dell’ordine, per le tensioni politiche del momento e il timore di proteste contro il monumento "colonialista”.
Viene successivamente inaugurato il Museo Bottego, con la raccolta di reperti naturalistici (Invertebrati e Vertebrati), etnografici (strumenti bellici eritrei), storici (maschera in legno, manoscritti sacri in arabo), cimeli documentari (lettere, taccuini, fotografie).
In seguito ad accurato restauro, nel 2014, la statua fu ricollocata con diversa organizzazione architettonica dell’area limitrofa della piazza, a sua volta sottoposta alla ristrutturazione e riqualificazione urbana dell’intera zona stazione su progetto dell'arch. Oriol Bohigas.
A Parma, Emilia-Romagna
Vittorio Bottego
1860 - 1897
Vittorio Bottego nasce a Parma il 29 luglio 1860 in una famiglia benestante. Ragazzo irrequieto e avventuroso, si iscrive all'Accademia Militare e diventa ufficiale. Il mito dell'esploratore lo attrae: chiede il trasferimento in Eritrea per condurre spedizioni scientifico-geografiche per la Società Geografica Italiana (SGI) e compie le seguenti spedizioni.
1891 – Dancalia: esplora il territorio desertico affacciato sul Mar Rosso, da cui si sviluppa il Rift africano, ancora oggi poco conosciuto e allora quasi inaccessibile. Grazie ai rilievi di Bottego vengono disegnate le coste e studiate nuove specie animali.
1892 – Fiume Giuba: durante questa spedizione, durata un anno, Bottego perde circa il 90% dei membri della spedizione tra diserzioni, malattie e assalti. Riesce comunque a rilevare il corso del fiume e a raccogliere importanti materiali scientifici e naturalistici, oggi conservati presso il Museo di Storia Naturale di Parma. Al suo ritorno riceve una medaglia d'oro dalla Società Geografica Italiana e una medaglia d'argento al valor militare dal Governo. Il viaggio viene raccontato nel volume Il Giuba esplorato, ricco di osservazioni geografiche, etnografiche e naturalistiche.
1895 – Fiume Omo: oltre alla scoperta della foce nel Lago Turkana, la spedizione aveva l'obiettivo di instaurare rapporti con le popolazioni locali attraverso trattati che rendessero più sicuro il territorio.
L'esplorazione proseguì in territorio etiope ma, anche a causa del suo carattere impetuoso, Bottego fu coinvolto in uno scontro con il popolo Galla-Oromo, nel quale morì il 17 marzo 1897. I superstiti pubblicarono successivamente L'Omo Bottego, viaggio di esplorazione nell'Africa Orientale. Nonostante le gravi perdite e le forti polemiche con alcuni membri della spedizione, in particolare con il capitano Grixoni, i risultati scientifici furono di grande rilievo e Bottego venne riconosciuto come uno dei principali esploratori dell'Africa.
Nel 1907 la città di Parma gli dedicò un monumento, opera dello scultore e suo amico Ettore Ximenes.
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