Gruppo del Sileno

Storia del monumento

Realizzazione: 1765

Inaugurazione: 1769

Il gruppo del Sileno è stato scolpito dall’architetto francese Jean-Baptiste Boudard (1710-1768) nel 1766.

Il gruppo del sileno era pronto nel 1765, ma fu inaugurato nel 1769 con uno spettacolo “Le pastorelle d’Arcadia “ rappresentato presso la statua in occasione del matrimonio di Ferdinando di Borbone e Maria Amalia d’Austria.  Il gruppo del Sileno venne posizionato all’interno del Giardino Ducale nei pressi del tempietto dell’Arcadia, ma l’originale è stato sostituito negli ultimi anni da una copia in polvere di marmo e resina, per preservarlo dal degrado e vandalismi.

Altre opere di Bouard in città

Molte sue sculture sono conservate a pochi passi dal Parco Ducale presso l’Istituto d’Arte Toschi e l’Accademia Parmense di Belle Arti istituita da Du Tillot, dove l’artista aveva esercitato l’insegnamento con Petitot. Altre sue opere che si possono ammirare in città sono la Vergine incoronata nella nicchia del Palazzo del Governatore in piazza Garibaldi e i vasi del Casinetto su viale Martiri della Libertà.

Boudard morì a 58 anni a Sala Baganza in provincia di Parma dove si era ritirato per curarsi di idropisia e venne sepolto nella chiesa parrocchiale dove è ricordato da una lapide.

A Parma, Emilia-Romagna

Sileno

Il soggetto a cui si è ispirato Jean-Baptiste Boudard per scolpire il gruppo del Sileno è tratto dalla VI Egloga delle Bucoliche di Virgilio. Il gruppo scultoreo ritrae infatti il vecchio Sileno che abbraccia la ninfa Egle, mentre a lato sono presenti i due giovani pastori Mnasilo e Cromi.

Nelle Bucoliche Virgilio narra infatti come i due giovani, avendo sorpreso il vecchio addormentato in una grotta, gli tendano uno scherzoso agguato aiutati dalla ninfa Egle che tinge con delle more la faccia del Sileno. Il Sileno allora si sveglia e comincia a cantare alcuni episodi mitologici:

[…] I ragazzi Cromi e Mnasilo

videro in un antro Sileno giacente nel sonno,

gonfio come sempre le vene di Bacco del giorno precedente: 

e discoste, cadute dal capo, erano sparse ghirlande,

e dalla mano un pesante boccale dall'ansa logora gli pendeva.

Aggreditolo, infatti il vecchio spesso li aveva beffati

ntrambi con la speranza d'un canto, lo legano con le stesse ghirlande.

Arriva e si aggiunge a loro timidi Egle,

Egle, la più bella delle Naiadi, e a lui che occhieggia

tinge la fronte e le tempie con le more sanguigne.

Egli, ridendo dello scherzo: "Perché mi legate? " disse.

"Scioglietemi, ragazzi; è già abbastanza pensare di averlo potuto.

Conoscete il canto che desiderate; il canto per voi,

per lei ci sarà un altro premio". Ed ecco che egli incomincia.

Allora avresti veduto davvero danzare in cadenza

i Fauni e le fiere, e ondeggiare le rigide querce con le cime.

I SILENI fanno parte delle figure mitologiche greche: erano considerati i geni dell’acqua e si credeva che passassero il loro tempo con le ninfe. Tra queste figure si distingueva il Sileno per eccellenza: un vecchio saggio, amante del vino e con il dono della profezia. Si diceva però che il vecchio facesse delle profezie solo quando era in stato di ebrezza. Sempre secondo la mitologia greca, il Sileno era figlio di una ninfa e di Pan, era il padre dei satiri e a lui venne affidata l’educazione di Dioniso, il dio del vino.

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Vittoria

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