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Partigiano

Partigiano

Storia del monumento

INAUGURAZIONE: 1956

La statua del Partigiano si trova in Piazzale della Pace a Parma davanti al palazzo della Pilotta, vicino al luogo dove un tempo sorgeva la statua di Vittorio Emanuele II.

DESCRIZIONE: La statua del Partigiano si erge fiera su una grande roccia di Sarnico al centro della composizione, con il mantello che sventola e un mitra in mano. Alle spalle del Partigiano si può vedere il muro della fucilazione, costruito con i mattoni di una casa distrutta nel 1944 dai bombardamenti; di fianco al muro si trova il partigiano appena fucilato, disteso per terra, morente, con i piedi scalzi, la camicia aperta e le mani legate dietro la schiena. La testa è voltata all’indietro negli spasmi della morte, il corpo comunica dolore, ma anche grandezza.

La statua è stata realizzata per volere delle Associazioni partigiane, in ricordo dei partigiani che hanno combattuto con eroismo, hanno visto morire i loro compagni e hanno lottato con tutte le loro forze per conquistare la libertà. Il monumento ricorda a ogni persona che passa per le vie di Parma la lotta per la libertà contro il nazifascismo e l'importanza di lottare per i propri ideali così come hanno fatto i partigiani durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il concorso bandito nel 1954 da un comitato promotore costituito dalla Provincia, dal Comune di Parma e dalle Associazioni partigiane, fu vinto dal progetto dell’architetto Guglielmo Lusignoli. La statua è stata realizzata dallo scultore Marino Mazzacurati e inaugurata nel 1956 con una grande cerimonia a cui partecipò anche il Presidente della Repubblica del tempo Giovanni Gronchi.

Da allora è diventata un monumento importante per la città. Nel 1961 fu vittima di un atto di vandalismo: la statua del partigiano morente, gravemente danneggiata, fu sostituita con una copia, mentre l'originale, dopo essere stata restaurata, fu collocata nel cimitero della Villetta dove si trova tutt’oggi. Accanto alla statua ha voluto essere sepolto il suo scultore, Mazzacurati, sebbene non fosse di Parma.

Un’ulteriore versione in bronzo del fucilato si può ammirare dal 1998 alla Galleria Nazionale d’Arte moderna e contemporanea di Roma.

A Parma, Emilia-Romagna

Partigiano

CHI SONO I PARTIGIANI

Un partigiano è un combattente armato che non appartiene a un esercito regolare, ma a un movimento di resistenza, organizzato solitamente in bande o gruppi per contrastare uno o più eserciti regolari attraverso una guerra asimmetrica. Il significato letterale del termine è "di parte", ossia una persona schierata con una delle parti in causa. In Italia, con il termine "partigiano" si indicano i protagonisti della Resistenza sviluppatasi nei territori occupati dalle potenze dell'Asse (Germania, Giappone e Italia) durante la Seconda Guerra Mondiale.

Una lotta partigiana è una guerra di difesa condotta dai civili contro l'occupazione militare, la conquista o la colonizzazione di un territorio. La sua legittimità è stata riconosciuta dalla XX Assemblea Generale delle Nazioni Unite (1965), che ha affermato «la legittimità della lotta da parte dei popoli sotto oppressione coloniale, per esercitare il loro diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza», invitando «tutti gli Stati a fornire assistenza morale e materiale ai movimenti di liberazione nazionale nei territori coloniali».

La differenza tra un partigiano e un soldato, oltre all'irregolarità dell'organizzazione, alla maggiore mobilità e all'impegno politico, consiste nel forte legame con il territorio che difende, generalmente coincidente con la propria comunità culturale.

RESISTENZA ITALIANA

Per Resistenza italiana, chiamata anche Resistenza, Resistenza partigiana o Secondo Risorgimento, si intende l'insieme dei movimenti politici e militari che, successivamente all'Armistizio di Cassibile (3 settembre 1943), contrastarono l'esercito nazifascista per la liberazione dell'Italia durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il movimento della Resistenza riunì persone appartenenti a orientamenti politici diversi – comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, democristiani, liberali, repubblicani e anarchici – che confluirono in larga parte nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). I partiti che ne facevano parte formarono successivamente i primi governi dell'Italia del dopoguerra.

La Resistenza iniziò dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 (il CLN nacque il 9 settembre) e terminò nei primi giorni di maggio del 1945, durando circa venti mesi. Il 25 aprile 1945, oggi Festa della Liberazione, ricorda l'appello lanciato dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) per l'insurrezione armata di Milano, sede del comando partigiano dell'Alta Italia.

Le origini della Repubblica Italiana affondano le proprie radici nella Resistenza. L'Assemblea Costituente fu composta in gran parte da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN e la Costituzione italiana nacque dalla sintesi delle loro diverse tradizioni politiche, ispirandosi ai principi della democrazia e dell'antifascismo.

L'esperienza della Resistenza è stata raccontata in numerose opere della letteratura italiana, molte delle quali scritte da autori che vissero direttamente la Seconda Guerra Mondiale e la lotta partigiana, tra cui Una questione privata di Beppe Fenoglio, Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, L'Agnese va a morire di Renata Viganò, Fausto e Anna di Carlo Cassola e Tiro al piccione di Giose Rimanelli.

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