Realizzato da
Giovanni Chierici
1830 - 1917
Storia del monumento
INAUGURAZIONE: 1879
DATA DI COLLOCAZIONE: Monumento inaugurato il 6 settembre 1879
MATERIALI: Monumento interamente realizzato in marmo statuario di Carrara
STATO DI CONSERVAZIONE: Sopravvissuto ai bombardamenti della II^ Guerra Mondiale, il monumento è stato restaurato nel 1992 con il contributo della Banca Popolare di Milano, la cui filiale parmense si trova dinnanzi alla piazza.
Il monumento è formato da un alto basamento quadrangolare di circa 3 metri per lato, sagomato in tre piani, oltre lo zoccolo, decorato con cornici e modanature. Il più alto di questi piani serve come base per la statua del Parmigianino.
Nella seconda fascia del basamento emergono due conche a forma di conchiglia che accolgono gli zampilli di una fontana che fuoriescono da due teste scolpite a tuttotondo.
Nei due lati restanti, entro identiche cornici, sono visibili le iscrizioni. Sul lato Nord: “Il Comune eresse”, a Sud: “Contribuì alla spesa l’Ordine Costantiniano”, mentre sopra le due fontanelle sono incise la dedica: “al Parmigianino” e la data di posa del monumento in numeri romani: “MDCCCLXXIX”.
In cima al piedistallo, la statua del pittore, dell’altezza di 2,20 m, rappresentato nell’atto di dipingere, mentre tiene in una mano una tavolozza e nell’altra un pennello, ora non più presente.
NOTE E CONTESTUALIZZAZIONE STORICA: Nell’attuale piazza della Steccata ci sarebbe dovuto essere un monumento a Cavour, uno dei principali artefici dell’Unità d’Italia, per il quale, nel 1861, venne lanciata dal Comune una pubblica sottoscrizione per erigere il monumento.
Vista la scarsità dei fondi raccolti, il progetto venne accantonato, finché, nel 1876, l’allora Sindaco di Parma, il marchese Guido Dalla Rosa, non avanzò la proposta di erigere un monumento al Parmigianino nel medesimo punto.
Tramite il contributo dei sottoscrittori, del Comune e dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio (proprietario dell’adiacente chiesa della Steccata e della piazza) si raggiunse una somma complessiva equivalente a 9.000 Lire.
Il monumento venne inaugurato il 6 settembre 1879 all’interno di un evento dedicato interamente al grande artista.
All’inaugurazione erano presenti il prefetto e il sindaco. L’anno successivo, venne posizionata attorno al monumento, una cancellata in ferro per proteggere il piedistallo, successivamente rimossa nel 1939 e riutilizzata per scopi bellici.
A Parma, Emilia-Romagna
Parmigianino
1503 - 1540
Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto il Parmigianino, nacque a Parma nel 1503.
Figlio del pittore Filippo Mazzola, venne formato all'arte del disegno e della pittura nella bottega degli zii paterni, poiché il padre morì quando lui aveva appena due anni. Fin da ragazzo dimostrò uno straordinario talento che portò le sue opere a diventare il simbolo della raffinatezza e della grazia tipiche del Manierismo.
Nella sua formazione fu sicuramente importante il contatto con Correggio, suo contemporaneo. La sua influenza, seppur minima, si può notare, ad esempio, negli affreschi della Saletta di Diana e Atteone nella Rocca Sanvitale di Fontanellato, che richiamano quelli realizzati da Correggio nella Camera di San Paolo a Parma. Questi affreschi, eseguiti tra il 1523 e il 1524, rappresentano uno dei capolavori giovanili dell'artista.
Nel 1524 il Parmigianino si recò a Roma, dove entrò in contatto con alcuni allievi di Raffaello e con giovani pittori toscani. In quegli anni nacque proprio a Roma una nuova corrente artistica destinata a diffondersi in tutta Italia e in alcune corti francesi: il Manierismo. Questo stile si contrapponeva alla ricerca dell'armonia propria dell'arte rinascimentale, privilegiando un linguaggio raffinato e al tempo stesso ricercato, caratterizzato da figure slanciate in pose complesse e da colori vivaci.
A Roma il Parmigianino realizzò numerose opere e Papa Clemente VII gli affidò l'incarico di affrescare la Sala dei Pontefici in Vaticano, progetto che tuttavia non venne mai realizzato. Nel 1527 il giovane pittore fu fatto prigioniero durante il Sacco di Roma. Dopo essere stato liberato si trasferì a Bologna, dove si dedicò all'arte dell'incisione e apprese da Antonio da Trento la tecnica dell'acquaforte, che perfezionò prima a Bologna e poi a Parma, fino a diventarne uno dei maggiori interpreti.
Terminato il soggiorno bolognese, il Parmigianino tornò a Parma, dove gli venne commissionata la decorazione della cappella maggiore della Basilica di Santa Maria della Steccata. Pur rimanendo incompiuti, gli affreschi, realizzati tra il 1531 e il 1539, rappresentano il culmine del suo stile, sempre più raffinato, elegante, prezioso e complesso.
Dopo aver realizzato numerose altre opere, il Parmigianino morì a Casalmaggiore il 24 agosto 1540.
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