panchina Giuseppe Verdi

Storia del monumento

INAUGURAZIONE: 2018

Data di collocazione: Statua inaugurata il 24 marzo 2018.

Materiali: Bronzo.

Descrizione: L’opera, di quasi 400 chili, è stata concepita come scultura di strada, non quindi un monumento puramente commemorativo da guardare e ammirare, ma una scultura che diventi parte della vita della città e volano turistico: il più grande compositore al mondo rappresentato seduto su una panchina della città, di fianco al quale chiunque vorrebbe sedersi.

Note e contestualizzazione storica: La statua è stata realizzata in occasione del bicentenario della nascita del Maestro. Ideata da Brizzolesi e supervisionata dal prof. Marzio Dall’Acqua, l’opera è stata realizzata e collocata nell’ambito di Expo milanese 2015 e successivamente donata al Comune di Parma dall’associazione del comitato promotore per la Scultura Verdiana, formata dal presidente Davide Battistini, Edoardo Lovaglio e Claudio Caggiati, con il sostegno di Dallara Automobili, Matthews International, Azienda Agricola Farnese, Sinapsi Group e Parma OperArt.

A Parma, Emilia-Romagna

Giuseppe Verdi

1813 - 1901

GIUSEPPE VERDI (1813-1901)

Giuseppe Fortunino Francesco Verdi nacque a Le Roncole di Busseto il 10 ottobre 1813.

Fin dalla tenera età ricevette lezioni di organo dall'organista del paese, esercitandosi su una spinetta scordata regalatagli dal padre. Nel 1832 si trasferì a Milano, dove tentò di entrare al Conservatorio, ma non venne ammesso a causa della posizione ritenuta scorretta della mano nel suonare e per aver superato il limite di età. Poco dopo tornò a Busseto per ricoprire l'incarico di maestro di musica del Comune.

Negli anni successivi dimostrò il suo straordinario talento compositivo, orientandosi fin da subito verso il teatro d'opera. Esordì nel 1839 con Oberto, conte di San Bonifacio al Teatro alla Scala di Milano, ottenendo un discreto successo. Tre anni dopo, sempre alla Scala, Nabucco segnò la sua definitiva affermazione. Tra il 1842 e il 1848 visse quelli che lui stesso definì gli "anni di galera", caratterizzati da un'intensa attività creativa che diede vita a opere come I Lombardi alla prima crociata, Ernani, I due Foscari, Macbeth, I masnadieri e Luisa Miller.

Nel 1848 si trasferì a Parigi insieme alla compagna Giuseppina Strepponi, celebre soprano che aveva collaborato con lui a Milano. Nei cinque anni successivi compose la celebre Trilogia popolareRigoletto, Il Trovatore e La Traviata – tre opere che riscossero un successo straordinario e che ancora oggi rappresentano alcuni dei massimi capolavori del melodramma.

L'Italia sviluppò infatti un genere musicale unico, il melodramma, che univa musica e teatro raccontando storie intense e drammatiche. Tra tutti i compositori di melodramma, Verdi è considerato il più prolifico e uno dei più importanti: compose 27 opere liriche, una Messa da Requiem dedicata ad Alessandro Manzoni e numerose altre composizioni, portando il nome dell'opera italiana nei principali teatri del mondo.

Pur avendo scritto musica profondamente drammatica, le sue opere sono animate da uno spirito romantico: raccontano amori tormentati, passioni, sacrifici e destini tragici. Le romanze e i duetti di opere come Rigoletto, Il Trovatore e La Traviata sono ancora oggi tra i brani più celebri dell'intero repertorio operistico.

Tra i suoi ultimi grandi capolavori figurano Otello (1887) e Falstaff (1893), entrambi su libretto di Arrigo Boito ispirato alle opere di William Shakespeare. Con Falstaff, all'età di ottant'anni, Verdi concluse la sua carriera teatrale e si ritirò nella sua tenuta di Sant'Agata.

Accanto all'attività artistica, Verdi ebbe anche un importante ruolo nella vita politica italiana. Dopo l'Unità d'Italia venne eletto deputato del primo Parlamento italiano e nel 1874 fu nominato senatore del Regno.

Il suo nome è profondamente legato anche al Risorgimento. Durante gli anni della lotta per l'unità nazionale, il celebre slogan "Viva Verdi" divenne un messaggio patriottico: le lettere del cognome del compositore erano infatti l'acronimo di "Viva Vittorio Emanuele Re d'Italia", permettendo di manifestare sostegno all'unificazione italiana senza attirare la censura.

La vita di Verdi fu segnata anche da grandi dolori personali: perse in giovane età la moglie e i due figli. Queste tragedie contribuirono probabilmente al suo carattere riservato e influenzarono la profondità emotiva della sua musica.

Giuseppe Verdi morì a Milano nel 1901. Per sua volontà, i funerali si svolsero senza sfarzo né musica, con la stessa semplicità che aveva caratterizzato tutta la sua vita.

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Parmigianino

Ascolta la statua chiamando il +39 0521 183 0426,
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